A seguito del pareggio ottenuto contro l’Inter e la conseguente salvezza aritmetica, è scattato l’obbligo di riscatto per Anjorin
Scattato l’obbligo il riscatto per Faustino Anjorin che vestirà la maglia granata per, almeno, altre 2 stagioni. Dopo il pareggio ottenuto in rimonta contro l’Inter, che ha sancito la salvezza aritmetica, si è concretizzato il riscatto obbligatorio di Anjorin alla modica cifra di 4.5 milioni. Il centrocampista, che era stato acquistato in prestito dall’Empoli, sarà dunque un giocatore granata a tutti gli effetti grazie al raggiungimento della salvezza aritmetica, nonché la clausola chiave dell’operazione.
Anjorin, tanti infortuni
La prima stagione di Anjorin in maglia granata non è sicuramente una delle migliori, visto l’alto numero di partite saltate causa infortuni. Il centrocampista scuola Chelsea è stato il primo acquisto del mercato estivo granata, arrivato come sostituto di Ricci ne sarebbe dovuto essere il degno erede ma le cose sono andate diversamente. Il centrocampista inglese ha dovuto fare i conti con diversi problemi fisici durante la stagione, che lo hanno fatto scivolare sempre in più in basso alle gerarchie impendendogli di giocare con continuità.
L’ultimo infortunio, il terzo in stagione, risale solo a pochi giorni fa appena dopo la sfida contro la Cremonese in cui ha giocato l’ultimo quarto d’ora, che gli ha impedito di presenziare nella gara di domenica.
Destino tutto da scrivere
Seppur le fragilità del calciatore siano chiare, tanto da averne condizionato buona parte della sua carriera, sono state accantonate dalla società al momento del prestito e, ora, si trova vincolata a formalizzare l’operazione. Il giocatore non ha mai veramente dato prova delle sue qualità, anche con l’arrivo di D’Aversa, allenatore che lo ha lanciato a Empoli e che ha sempre creduto in lui. Pertanto, Il destino di Anjorin che, per ora, è ufficialmente a Torino passa anche da quello di D’Aversa che è stato l’unico in grado di tirare fuori il meglio dal centrocampista.

Il concentrato di pippe, mezzeseghe, mezzi rotti, promesse mancate, debosciati e raccomandati vari messo insieme dal diversamente DS e dal suo capo braccino, e riuscito a
A salvarsi e questo certifica quanto basso sia il livello del calcio italiano
CARIE PAIASU CUNTABALE VATTENE
Ci vuole una seria A a 16 massimo 18 squadre con play off e play out. Magari così circa 8 squadre non avranno finito il campionato a marzo.
Si la penso quasi come te, e poi bisogna obbligare le società professionistiche ad avere almeno 5 italiani in campo contemporaneamente…
CARIE paiasu cuntabale vattene
Come vedresti contemporaneamente in campo: Prati,Casadei, Marianucci e dulcis in fundo Biraghi?
Una società seria gli costruirebbe una squadra attorno, anzi,un equipe di bravi ricercatori.
Ma l’obbiettivo era mantenere la categoria?
Sono 20 anni che l’obiettivo è questo
Pure Kulenovic obbligo di riscatto